La crisi economica spiegata facile

Alice e Bob sono due newyorkesi appassionati di cucina italiana. Nei dintorni del loro appartamento ha appena aperto un nuovo ristorante italiano, “La cuccagna”, di un giovane cuoco venuto a cercare fortuna nel nuovo mondo. Alice e Bob vanno a cena nel ristorante di Carlo, mangiano bene ma la stessa notte devono andare al pronto soccorso per una forte intossicazione alimentare. Carlo, infatti, per far quadrare i conti, usa prodotti scadenti, non è come ai tempi di suo padre Davide, 40 anni fa in Italia, quando i soldi giravano ed era tutto facile.

Alice e Bob non sono due newyorkesi qualsiasi ma importanti analisti finanziari di due tra i maggiori fondi di investimento del mondo. Giusto l’indomani il giorno dell’intossicazione devono decidere se tenere tutti i BTP del Governo italiano o cominciare a disfarsene. Dopo l’esperienza vissuta, Alice e Bob non vogliono proprio saperne nulla dell’Italia e consigliano di vendere fino a non averne più.

I due iniziano a immettere sul mercato debito pubblico italiano. Altri fondi ed altri investitori, osservando le operazioni di questi due grandi investitori, pensando che debbano sapere qualcosa di segreto, iniziano a vedere a loro volta BTP inondando il mercato di debito pubblico italiano che in breve perde parecchio del suo valore e costringe il governo italiano a tagliare spesa pubblica e di conseguenza aiuti alla popolazione, aumento delle tasse, finendo con il distruggere lo stato sociale.

Ma perché il governo è costretto a queste azioni tragiche? Per spiegare ciò bisogna risalire ai tempi del padre di Carlo, il ristoratore, “quando i soldi giravano ed era tutto facile”.

40 anni fa, la politica viveva tempi facili perché c’erano tanti soldi, si spendeva tanto e si guadagnava di più senza praticamente fare nulla. La gente non si chiedeva da dove venivano questi soldi, era come una cosa magica: spuntavano. I politici lo sapevano da dove venivano i soldi ma non lo dicevano, non lo facevano sapere, erano tutti felici, quindi perché mai dargli queste noie? I soldi erano prodotti dall’emissione di debito pubblico, BTP, se ne poteva fare un mucchio e la cosa bella era che per ripagare i debiti se ne poteva fare dell’altro.

In pratica funziona così: lo Stato chiede al mercato 100 euro; il mercato per prestare i soldi chiede che ne vengano restituiti 105 dopo un anno. Alla scadenza del prestito, lo Stato non è riuscito a raccogliere la somma dovuta: ne ha raccolti solo 50 perché i politici non volevano o erano incapaci di risparmiare, gestire lo Stato con efficienza o aumentare le tasse. Quindi si trova con un ammanco di 55 euro (50 più i 5 di interesse). I politici hanno un’idea geniale: chiedono al mercato di farsi prestare altri 250 euro da restituire dopo un anno. Restano così a disposizione 250 – 105 per ripagare il debito precedente = 145 euro da spendere per costruire ponti, strade e ferrovie, magari da far costruire ad amici che poi girano loro qualcosina per ringraziamento.

Dopo 40 anni di prestiti, ammanchi e ricorsi ad altri prestiti e dopo il doloroso mal di pancia di Alice e Bob, ci ritroviamo con le auto della polizia senza benzina, gli ospedali senza siringhe, le assunzioni bloccate, lo Stato incapace di pagare i suoi fornitori, aziende che quindi chiudono e gente licenziata che non può usufruire di benefici perché tagliati da un Governo che cerca di farsi prestare soldi dal mercato ma non ci riesce perché il mercato è stufo e nessuno vuole comprare i nostri BTP a meno che non gli paghiamo un botto in interessi e lo Stato si ritrova ad alzare le tasse a non pagare i fornitori che licenziano dipendenti che non possono usufruire di nulla e pagare più tasse.

Nota per il lettore: quanto scritto sopra, in particolare la storia di Alice, Bob, Carlo e Davide è del tutto fittizia e non rispondente a fatti reali se non per caso. Qualcuno potrebbe obiettare che non sono questi i motivi della crisi e che in realtà è tutto molto più complicato ma in fondo questo era “La crisi economica spiegata facile”: è tutto vero ma un po’ semplificato.

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