Decreto semplificazioni: ora tutto è semplicissimo

Il 4 aprile 2012 il Parlamento ha convertito in legge il così detto decreto semplificazioni.

Tra le altre cose che sono state inserite per semplificare la vita degli imprenditori e dei cittadini, vi è il principio che la Pubblica Amministrazione non deve chiedere all’utente una informazione che la Pubblica Amministrazione già possiede.

Quindi, per esempio, una impresa che vanta crediti verso la P.A., per farsi liquidare una fattura, non ha più l’onere di presentare il DURC.

Fino ad ora la teoria, passiamo alla pratica: oggi la mia azienda riceve questa e-mail (e siamo fortunati che usino l’email):

Poiché questo Ufficio sta predisponendo la liquidazione di Vs. fatture, si chiede, con cortese sollecitudine, l’invio di un DURC in corso di validità.
La richiesta d’Ufficio comporta l’attesa di circa un mese, pertanto, la collaborazione di codesta Spett.le Ditta riduce i tempi dei nostri adempimenti.
Qualora non fosse possibile inviare il documento di cui sopra è fatto cenno, si allega il modello da restituire debitamente compilato per consentirne la richiesta all’INPS/INAIL.
Grazie.

Altra pratica: da qualche giorno l’impresa non può più materialmente richiedere il DURC all’INPS se non in casi molto specifici.

Altra pratica: qualora non possiamo inviare un DURC, ci chiedono di inviare a loro una richiesta affinché loro possano richiedere all’INPS il DURC il che è pure fantasia.

Altra pratica: i consulenti del lavoro, possono accedere al portale dell’INPS e verificare on line se tutti i dati dell’impresa sono conformi e i pagamenti regolari, cosa impedisce la P.A. ad organizzarsi in tale modo?

Altra pratica: la menzionata P.A. non ci paga fatture da Febbraio 2011 a fronte dei servizi ricevuti e che continuiamo a erogare.

Altra pratica: Dio! se avremmo bisogno di un altro (o altri due) dipendenti ma non li assumiamo perché il costo per l’impresa è insostenibile. L’insostenibilità deriva anche dal fatto che per mangiare dobbiamo anticipare le fatture in banca e di fatto la banca prende il profitto dell’impresa per farlo. La situazione è che lavoriamo per far profittare le banche. Le banche prendendo molto denaro dalla BCE al tasso dell’1% ogni 2 anni. Quando lo danno alle imprese il tasso di interesse è non meno dell’8% l’anno. Ma si sa che il problema è l’art.18 e su quello ci dobbiamo concentrare.

Ecco in pratica il decreto semplificazioni.

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