Cambiare

Era il 14 novembre l’ultima volta che ho scritto di B e quel post ha il titolo “Che pena mi fa“.

Da allora molto è cambiato ma non tutto. In particolare in questi ultimi giorni alcune notizie mi sono saltate agli occhi, non perché siano particolarmente importanti in sé ma perché mi sembrano un segnale del fatte che è in atto un cambiamento e molti nell’establishment non se ne rendono conto o non se ne vogliono rendere conto.

Una delle notizie a cui mi riferisco è questa: di suo non è molto importante in senso istituzionale, assume rilevanza se confrontato al modo in cui la cosa sarebbe stata trattata dal precedente inquilino di Palazzo Chigi. Il nuovo inquilino l’ha trattata per quello che è: una cosa ridicola. Lo stesso atteggiamento ha avuto in occasione della conferenza stampa di fine anno quando un giornalista gli ha chiesto di preoccupanti notizie in relazione a delle uova di struzzo decorate. Cambiamento che l’establishment non ha percepito: l’ex ministro è stato messo nel sacco del ridicolo dove era finito già il giornalista de “il Fatto Quotidiano”.

Altra notizia che si è segnalata per la sua non consuetudine è questa. Nel particolare rilevo un atteggiamento di cambiamento da parte delle istituzioni. L’agenzia delle entrate ha fatto un comunicato di quel tono perché poteva farlo e per dire “attenti stiamo arrivando” e non del tipo “scusate, abbiamo dovuto”. Spero solo che tutto ciò non rimanga un caso isolato ma che sia il primo di una lunga e consueta serie che si possa mettere in campo per combattere l’economia sommersa. Molti dicono che per primi i cittadini devono iniziare chiedendo lo scontrino: personalmente al momento la cosa mi risulta ancora psicologicamente difficile ma se iniziative di questo tipo venissero estese a macchia d’olio, io come qualunque altro cittadino avremmo il “coraggio” di chiedere una equa ricevuta (equa nel senso che i miei soldi sono interamente tassati che lo siano anche quelli del commerciante).

Questa altra è la classica notizia di chi del cambiamento non ne vuole sentire parlare. La strenua difesa di “così com’è non si cambia altrimenti guai per tutti”. Nichi Vendola ha ambizioni a governare questo paese. Uno che prende iniziative di questo tipo il mio voto non lo avrà. Poi trovo che i piccoli esercenti facciano il paio con la notizia precedente dell’evasione fiscale: lo sappiamo tutti che all’ipermercato ti fanno lo scontrino sempre, sappiamo che qualunque negozio del centro commerciale ti fa lo scontrino sempre; non mi sento intimorito a comprare nei centri commerciali, lo preferisco e non devo implorare lo scontrino perché è default. I piccoli esercenti dovrebbero prendere e sfruttare a fondo questa occasione invece di rifiutarla a priori ed a tale proposito vi rifilo anche questa notizia.

Concludo le segnalazioni con questo rimanendo nell’ambito di “l’establishment non ha capito”. Oggi questo governo ha solo imposto ulteriori tasse ma se domani dovessero venire fuori anche iniziative fattive volte a migliorare la situazione economica stagnante in cui siamo, il benchmark dei governi italiani sarebbe di fatto cambiato. Il prossimo governo politico avrà da confrontarsi con il governo attuale. Forse non ci piacerebbe che un futuro primo ministro quale Vendola ci togliesse la possibilità di poter comprare un paio di scarpe in centro alle 8 di lunedì mattina perché quello è il momento che più ci conviene. Forse non ci piacerebbe che un futuro primo ministro quale B rispondesse a basse insinuazioni quale le uova di struzzo in modo insulso al quale ci ha abituati.

L’attuale governo non è stato scelto dal popolo, tuttavia mi pare il migliore tra i governi della così detta seconda repubblica: ha solo da confermare questa mia impressione. L’establishment deve aprire gli occhi o saranno i cittadini a farglieli aprire. L’establishment può e deve cambiare: essere migliore di un governo che non è espressione popolare, fare scelte importanti che questo governo non è tenuto a fare.. Osare.

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