Viaggio USA Crociera – Norwegian Epic

Il fattorino che carica i bagagli sulla nave mi accoglie con un “Sir, would you like to be sure your baggage will arrive at the cabin?” tendendo la mano. Azz! Ho esaurito tutti i dollari e mi rimangono solo euro. Sulla nave non avrò bisogno di soldi. Gli dico che non ho soldi. Facciamo la fila per entrare nel terminal e ci dicono che dobbiamo andare ad un altro terminal. Colgo l’occasione per dire alla tipa dove sta il bancomat più vicino e mi risponde che è ad un miglio. Ripasso davanti al fattorino e gli do €5. Guarda una signora li accanto e le dice “Better than nothin'”. Caro fattorino ti ho appena dato più di $7 e mi tratti da pezzente?

Entriamo nel terminal giusto, controlli di sicurezza immancabili e ci facciamo la lunga fila per il check in. Un tizio su Twitter ha scritto che la punizione più giusta per Bin Laden sarebbe stato fargli passare per il resto della sua vita i controlli di sicurezza: totalmente d’accordo. Facciamo il check in, registro la mia carta di credito e ci danno le tessere per la nave: ci imbarchiamo.

Dopo 13 mesi dalla prenotazione, fatta quando ancora la nave non era ancora ultimata, finalmente metto piede sulla Norwegian Epic.

Il nostro primo impatto è positivo. La nave ha un arredamento sobrio. Sembra che c’è tanto spazio. Ci dicono che se vogliamo possiamo andare a mangiare sul ponte 15 perché le cabine saranno disponibili dalle 2. C’è da aspettare un’ora quindi andiamo a mangiare. Decidiamo di stare all’aperto, nel lido, ma tutti i posti all’ombra sono occupati. Ci sono un sacco di valigie in giro e noi ci stiamo portando appresso solo il passeggino, uno zaino strapieno e la borsa del bambino con tutta la sua roba. Acchiappiamo il primo posto decente che ci viene a tiro e ci sediamo. A turno, per non lasciare il posto ed il bambino, andiamo al buffet ed iniziamo il nostro lungo e amoroso rapporto con il Garden Caffe meta preferita per sfamarci e deliziarci.

Le cabine sono finalmente pronti e tutti scendono a prendere posto. Finiamo di pranzare ed anche noi raggiungiamo la nostra cabina. Si trova solo un ponte più in basso al 14. E’ una cabina all’interno della SPA, con balcone, che da diritto all’accesso senza limiti all’area di benessere. 14117 è il numero che ci accompagnerà per i prossimi 11 giorni. Primo pensiero all’ingresso: è piccola. Infatti tra il letto ed il mobilio non riesco a farci passare il passeggino che finisce sotto il letto ancora prima che la porta riesca a chiudersi – rimarrà lì fino alla prima ed unica tappa alle Azzorre.

Piccola ma graziosa, arredata con una certa eleganza e dalle forme sinuose tipiche delle cabine della Epic. Cominciamo a disfare i bagagli. Il bambino ci aiuta troppo quindi decidiamo di provare il letto facendolo addormentare. Gli altoparlanti ripetono in continuazione dell’esercitazione di sicurezza: cosa bisogna fare, dove andare, che è obbligatoria. Ok.. ma quando? Sono un po’ preoccupato. Mia moglie mi dice di non pensarci tanto non ci andiamo che sulle navi Costa non se la prende nessuno. Gli rispondo: “Amò, questi sono mirricani. Per certe cose hanno una fissazione e non voglio avere casini”. PAM! Alle 15.30 sentiamo i 7 fischi brevi e quello lungo. Ci vestiamo, prendiamo le tessere, prendo in braccio in bambino che dorme ed andiamo al punto di riunione. La cosa dura pochi minuti e torniamo nella cabina: il bambino non si è mai svegliato e lo rimetto a letto. Leggo il foglio con il programma del giorno: tra le altre cose vedo che alle 15.30 è prevista l’esercitazione. Ecco perché non dicevano quando.. era scritto.

Mi affaccio dal balcone e vedo lo skyline di Miami downtown.

Skyline di Miami visto dall Norwegian Epic

Partiamo! Per i prossimi 7 giorni andremo in linea retta da Miami a Ponta Delgada avendo a 360 gradi il solo oceano Atlantico.

Iniziamo il nostro tran tran di rilassamento. Passeremo i giorni tra SPA, musica, ottimo cibo (riuscendo anche a perdere 2Kg!!) ed i vari ponti della Epic. Il mare prima ci cullerà e poi ci sbatacchierà fino all’entrata nel placido blu del Mediterraneo. Il Mediterraneo porta con se oltre all’odore di casa il gusto amaro della fine dei giochi.

Sbarchiamo a Barcellona il 18 Maggio. Ci attende ancora un giorno da passare al Renaissance Barcelona Airport Hotel e poi a casa.

Fine della vacanza. Attesa per 13 mesi e durata solo 18 giorni. 18 bei giorni.

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