War zone

L’Iraq è distante.
Distante abbastanza perché si possa dire: “chi se ne frega”. Ma la Libia è dietro l’angolo. Anzi non ci sono neppure quelli. La Libia si vede: basta alzarsi in volo o puntare un binocolo qualsiasi a sud da un punto in rilievo della Sicilia. Tripoli e la sua.. “nostra” guerra dista 290 Km da Lampedusa, 490 da Agrigento e 580 da Palermo (Google Earth non serve solo a guardare il tetto di casa d’altri).
Il primo ministro italiano asserisce che i missili libici non raggiungeranno l’Italia: adesso bisogna capire se Lampedusa, Agrigento e Palermo per lui siano Italia. Di certo lo sono quando i siciliani lo incensano con il 60% dei voti ma in questo caso credo che il primo ministro possa fare una chiara eccezione.
Il primo ministro italiano è colui che prima ha baciato la mano al dittatore libico, lasciato villa Doria-Pamphili, fatto fare “conferenze” a nugoli di troie in attesa di essere pagate per poi fargli comprare il 5% del primo gruppo bancario italiano. Purtroppo credo che dietro ci siano ben altri affari dato che il primo ministro italiano è il miglior esempio per illustrare il concetto di conflitto di interessi.
In conclusione dopo averci tagliato i fondi per le infrastrutture e regalato l’imposta sulle “autostrade” ci omaggia con il rischio dei missili sulla testa: grazie Berlusconi.

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