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Viaggio USA Crociera – NYC / Miami

Si va a Miami.

Di mattina facciamo colazione, finiamo di preparare le valigie già pronte dal pomeriggio sonnacchioso del giorno prima. “Cara metro di NYC questa volta non mi freghi“. Decidiamo di investire $60 e prendiamo un comodissimo SUV che dall’hotel ci porta al JFK. Arriviamo con un anticipo colossale. Faccio il check in alla macchinetta e quindi il drop off del bagaglio (scrivo check in e quindi anche drop off).

La pignoleria degli addetti alla sicurezza è indirettamente proporzionale alla quantità di gente da controllare. Eravamo 6 persone. Ci hanno quasi spogliato.

La compagni con cui voliamo è Delta Airlines. Al JFK Delta vola dal Terminal 3 che visto sulla cartina è piccolo ma se si entra da una punta e bisogna raggiungere l’altra punta (visto che il tuo gate ha un numero altissimo) la strada è tanta e pensi che l’”anticipo colossale” è solo una cosa che ti è andata bene nella vita.

Comunque c’è da aspettare. E mentre aspetto guardo i bagagli a mano di quelli del nostro volo. Preparandomi al viaggio ho letto le specifiche dei bagagli ed ho dovuto cambiare la valigia principale e attenuto alle regole più restrittive che erano proprio quelle della Delta. Ora che sono all’imbarco vedo che gente che viene ammessa con armadi capaci di contenere tutte le scarpe di Paris Hilton (non so quante ne abbia ma suppongo parecchie). Chissà perché penso che quelli della Delta abbiano tutti le corna.. ma proprio così!

Il volo da NYC a Miami va bene. Recuperiamo i bagagli ed usciamo ad aspettare la navetta che ci porti all’Embassy Suites. Hotel e suites ci sorprendono. Anche il clima di Miami è piacevole specie dopo la pioggia di New York.

Atrio dell'Embassy Suites Airport di Miami

Ci perdiamo il drink offerto dal manager perché il tempo che ci sistemiamo sono già le 7 passate. Facciamo un giro per l’Embassy. L’unica vera pecca di questo hotel è l’essere disperso nel nulla. Per trovare qualcosa bisogna spostarsi di parecchio. L’unica possibilità di cenere è la steakhouse in loco. La pace armata di mia moglie contro la carne continua ma mentre lei si prende una specie di cosa che non mi importa io mi strafogo una bella bistecca di quelle che si vedono nei film di cui allego la foto. La foto l’ho fatta a bistecca già quasi tutta mangiata perché non ce l’ho fatta a resistere ad affondare subito coltello e forchetta.

Bistecca

Torniamo in camera in tempo per mettermi comodo e vedere in diretta il finale di stagione di Fringe. Suites, bistecca e finale di stagione di Fringe in diretta: il paradiso deve essere una cosa così.

Ci svegliamo abbastanza presto, la navetta per il porto è a mezzogiorno, scendiamo a fare la colazione e ci pigliamo la mattinata con calma, andando in piscina (ma senza costume custodito nel bagaglio già pronto) e stando in camera fino all’ora in cui la navetta di porterà alla nave e agli 11 giorni di crociera.

Viaggio USA Crociera – NYC Day 2

Non piove e c’è persino il sole! Che culo.

Peccato che staremo al chiuso del American Museum of Natural History che però apre alle 10. Quindi c’è parecchio tempo per girare Central Park dirigendoci verso il museo. Dall’hotel risaliamo l’8Av. e in pochi isolati siamo dentro il parco. Il bambino si è ripreso e adesso va dietro gli scoiattoli. Non sono certo il primo che nota lo stridere tra i grattacieli di Manhattan e lo stupefacente Central Park.

Arriviamo al museo ma manca ancora un’ora all’apertura e ritorniamo nel parco a passare il tempo tra tartarughe, scoiattoli, laghetti e tutto il resto.

Sono quasi le 10 e nel frattempo davanti l’entrata c’è un po di gente ma quando aprono le porte si entra abbastanza rapidamente. Tutti si dirigono alla biglietteria e c’è un po di ressa. Mia moglie mi guarda strano e di certo pensa che dobbiamo buttarci in mezzo pure noi. Non è così. Ho prenotato i biglietti da casa quindi vado alla macchinetta, inserisco la carta di credito, un paio di click ed ho i biglietti in mano: primi ad entrare al museo! Mia moglie mi guarda come se fossi l’uomo più furbo del mondo e gli faccio credere che lo sono anche se non è vero: se non avessi fatto i biglietti da casa vincolandomi al giorno di ingresso magari mentre pioveva potevo andare al museo e con il sole all’ESB e poi a Brooklyn. Pazienza, la prossima volta non sbaglierò.

L’AMNH è bellissimo! La prima cosa che vediamo è la ricostruzione del dinosauro lungo 10 metri. Non è nulla di eccezionale tutta roba da due soldi che si può fare a casa nostra. Peccato che i musei di casa nostra non li fanno e sono tetri e seriosi. Alla mostra il bambino si diverte ed ha persino la possibilità di scavare per trovare il dinosauro (un gioco grazioso da 4 soldi che però in Europa non si fa).

Finiti i dinosauri giriamo per le sale. Il bambino ad un certo punto si addormenta e giriamo con lui nel passeggino. C’è da perdersi e capisco il perché degli abbonamenti al museo: ci vuole un mese solo per capire da che parte andare. La parte che ho preferito è quella sud americana, messicana in particolare dove visto cose che avevo letto nel mio libro preferito: l’Atzeco. Il mio pezzo preferito però è il Moai.

Moai all'AMNH

Sono più di tre ore che siamo dentro, il pupo si sveglia ed ha fame. Ci viene la consapevolezza che è stato bello ma deve finire senza che possiamo vedere tutto. Stanco morto mi godo il mars rover ed usciamo.

Se mio figlio da grande vorrà sapere quando ha fatto i capricci gli dirò di quella volta all’uscita dell’AMNH.

Passiamo da uno qualsiasi di McDonal’s dispersi per Manhattan per prendere un Happy Meal e un hamburger per mia moglie e mio figlio. Decido che voglio un hot dog da uno dei tanti che li vendono per strada. Esperienza deludente ma forse era il tizio che non andava bene. Ci riproverò.

Per il pomeriggio è prevista la crociera attorno a Manhattan. Il bambino e non solo lui danno segni di cedimento strutturale e quindi passiamo il secondo pomeriggio a sonnecchiare.

Per la cena torniamo nel ristorante italiano che avevamo già usato ma mi rifiuto di mangiare italiano per cui mi piglio una bella bistecca.

Il bilancio del secondo giorno è positivo: l’AMNH è stupefacente tanto quanto Central Park. Domani si parte per Miami.

Viaggio USA Crociera – NYC Day 1

Mi sveglio e vedo che le previsioni hanno toppato: “E vai! Non piove”. Ma è nuvoloso ed è molto presto (non mi sono abituato al fuso).

La nostra stanza del Hampton Inn Manhattan – Times Square North è buona: 2 letti matrimoniali, bagno con vasca e doccia e per quello che vediamo è pulito. Ha tutto quello che serve ed una vista sull’8 Av. Ha inclusa la colazione, quindi scendiamo e facciamo la nostra prima breakfast: diamo il latte a Tommaso e mentre stiamo mangiando notiamo che non lo prende con la solita voglia ed infatti subito dopo lo rimette sul tavolo.

Anche se il pupo non sta bene e nel frattempo si avverano le previsioni di pioggia, decidiamo di procedere con il nostro programma. Sotto una pioggia leggera ma costante andiamo verso l’Empire State Building, prima meta della nostra visita a NYC. Il portiere ci guarda stufato e ci dice per due volte “You won’t see anything” e noi per due volte gli ripetiamo che lo sappiamo. Ci fa entrare. C’è tutto un percorso da fare per salire all’86esimo piano del ESB, compresi dei controlli per la sicurezza, e ci viene ripetuta la storia che non vedremo nulla per una ventina di volte e ad ogni volta rispondo “we’ve been told”. Arrivati all’86esimo in effetti non vediamo un granché ma il vantaggio è che siamo in pochi a non vedere un granché mentre in genere ci sarà un casino di gente. L’ESB è quasi tutto nostro! Abbiamo i biglietti pure per il 102esimo piano, ci andiamo, ma la storia non cambia. Si vede poco ma ci accontentiamo.

 

Vista dall’Empire State Building in un giorno di pioggia

Il programma prevede la traversata del famoso ponte di Brooklyn, sito del WTC e Wall St. Ci diciamo che farsi una passeggiata di 3 chilometri su di un ponte mentre piove e c’è vento non è un granché. Abortito. Passo successivo è giro per midtown, 5 Av. con i relativi negozi. Giriamo quindi per midtown visitando la scaletta ma con la voglia di quelli che vogliono solo marcare il punto così da poter dire: “ci sono stato”. Mia moglie è semi congelata e la pioggia fiacca il nostro spirito. Così ci rifuggiamo in uno dei grandi magazzini consigliato nella guida: Sacks. Vi do un consiglio: se avete un Kway zuppo, voi zuppi quanto il Kway, vostra moglie è surgelata, il bambino che sta male nel passeggino bagnato e il vostro aspetto è da turista bastonato è il caso di non entrare da Sacks. Loro sono signori e non te lo dicono ma non è il posto per te. E non lo sarebbe neppure se fossi fighetto perché il commesso gay che ti chiede se ti può aiutare come per dire “che ci fai qui fai schifo?” esiste! Approfittiamo dell’aria condizionata per asciugarci un po’ e torniamo felici nella pioggia.

Passo davanti all’Apple Store. Fila solo per entrare. Non vedo modo facile per entrare con il passeggino. Il Kway trasuda acqua. Casso pure questo, penso “sigh!” e passiamo oltre.

Facciamo qualche altro giretto ma ad un certo punto le labra di mia moglie, stoica! fino a quel momento, si schiudono per dirmi: “Sto morendo di freddo”. Decidiamo di tornare in hotel e di striscio ci mangiamo una cosa in un ristorante italiano per vedere se il pupo ingerisce un po di pasta.

Il fuso ha ancora i suoi effetti, la pioggia non smette, c’è freddo. Cassiamo il pomeriggio e lo passiamo a sonnecchiare.

Di sera smette di piovere, lo spirito è un po rinfrancato e passando da Times Sq. procediamo verso Virgil’s BBQ per mangiare americano! Mi prendo un combo con chicken e pork.. ottimo. A mia moglie la carne non piace: tra lei e la cucina americana vige una pace armata al momento.

Torniamo in hotel e chiudiamo questo piovoso day 1 con un bilancio deludente. La pioggia non si può prevedere.

Viaggio USA Crociera – Barcellona / NYC

Mi sveglio alle 5. Mia moglie mi dice che non ha dormito. Meglio! Ci facciamo una doccia e aspettiamo le 6 per svegliare Tommaso. Gli annunciamo che il latte e’ pronto e che piglieremo un aereo grande grande il risultato e’ che si sveglia contento.
Alle 6.45 la navetta parte per l’aeroporto di BCN e con calma facciamo l’imbarco dei bagagli. Partiamo per Ginevra. Arrivati completiamo tutte le procedure ed in men che non si dica siamo seduti nella fila 42 centrale dell’Airbus A330-300 che ci porterà negli States.
Servono quasi subito il pranzo. Tommaso mangia e poi tenta di scorrazzare tra il mio sedile e quello di mia moglie. Fa un po’ i capricci ma alla fine si addormenta. Nel frattempo mi faccio un pisolino pure io, non finisco di vedere “Face off”. Mi sveglio a meta’ strada, Tommaso dorme e mi sparo “The green hornet”. Ad un’ora dall’arrivo svegliamo Tommaso tutto contento perché farà merenda con la pizza. E finalmente arriviamo.
Passiamo i controlli della US Customs, ritiriamo i bagagli e ci dirigiamo alla metro. La cosa si rivela complicata: una valigia grande, una piccola, borsa di Tommaso, zaino, passeggino con un bambino sopra sono alquanto difficili da gestire. Ma alla fine usciamo all’ombra dei grattacieli di Manhattan all’angolo tra la 50 St. e l’8. Il nostro hotel e’ a due passi e lo troviamo abbastanza in fretta, giusto il tempo di orientarci. Manco facciamo il check in che siamo tutti e tre sotto la doccia. Chiamiamo in Italia: Dio benedica Skype.
Usciamo per avere la meglio sul fuso. Ci dirigiamo verso Times Sq. dove si trova Toys “R” Us: così facendo speriamo di distrarre Tommaso. La ruota panoramica dentro il negozio ci attrae così faccio i biglietti per mia moglie e Tommaso ($9.. sic) mentre io da fuori li riprendo. Facciamo un giro per il negozio ma la battaglia con il fuso si avvia verso l’epilogo. Usciamo e cerchiamo da mangiare: sulla strada del ritorno vedo Sbarro: ok! avrei voluto evitare di mangiare italiano negli States ma il mio cervello e’ in pappa e poi la pizza con Tommi funziona sempre. Si rivela un’ottima scelta perché la pizza e’ buona.
Tornati in camera sono le 7.30 del pomeriggio. Alle 8 la luce e’ spenta. Il fuso ha vinto ma gli abbiamo dato filo da torcere.